LA CORSIA N° 6
Il suo tetto è arrugginito, il comignolo è mezzo crollato, i gradini della scala d’ingresso sono marciti e invasi dall’erba, e dell’intonaco non sono rimaste che tracce.
Lungo i muri e accanto alla stufa sono ammucchiate intere montagne di ciarpame ospedaliero. Materassi, vecchie vesti da camera a brandelli, calzoni, camicie a righe azzurre, scarpe logore, inservibili; tutto questo stracciume gettato alla rinfusa, calpestato, ammassato a mucchi, marcisce ed emana un odore soffocante.
A che scopo i centri nervosi e le circonvoluzioni cerebrali, a che scopo la vista, la parola, la coscienza, il genio, se tutto questo è destinato a tornare alla terra e, alla fin fine, a raffreddarsi insieme con la crosta terrestre e poi, per milioni di anni, a ruotare senza senso e senza scopo con la terra intorno al sole? Perché si raffreddasse e poi ruotasse così, non era affatto necessario creare l’uomo dal nulla con un’intelligenza tanto elevata, quasi divina, e poi, quasi per derisione, trasformarlo in argilla.
Siete un uomo che pensa e medita. In qualsiasi ambiente potete trovare pace in voi stesso. Un pensiero libero e profondo che tende alla comprensione della vita e un totale disprezzo per la stupida vanità del mondo: ecco i due beni più alti che l’uomo abbia mai conosciuto. E voi li potete possedere, anche se vivete di là da tre grate.
Anton Checkhov









